Vinibuoni d'Italia
CHIC - CHARMING ITALIAN CHEF E VINIBUONI D’ITALIA
Cultura del vino e del cibo; la ristorazione è in prima fila

Merano, 6 novembre 2010

 

Identità territoriale, memoria delle tradizioni, spirito d’innovazione, equilibrio nell’alimentazione. Sono tutti principi basilari che collegano in filo comune tutte le risorse della nostra tradizione culturale legata all’enogastronomia. Dai vigneti del Piemonte, a quelli del Friuli Venezia Giulia; dai pascoli dell’Alto Adige, sino alle pianure della Campania, il nostro Paese racconta di un mondo agricolo che accompagna la nostra storia e la nostra cultura da secoli.

 

Vino e cibo sono, di fatto, un binomio inscindibile e il rapporto creato tra la guida Vinibuoni d’Italia e l’associazione di cuochi/ristoratori CHIC- Charming Italian Chef rafforza il concetto di una proposta di consumo che tende a privilegiare il meglio delle produzioni territoriali in cui operano i professionisti della cucina.

Ispirata alla tradizione enologica italiana e volta a valorizzare le radici locali, il territorio e la tipicità, Vinibuoni d’Italia dà un segnale preciso ai consumatori e al mercato (italiano ed estero), che apprezza sempre di più i livelli qualitativi e il rapporto qualità prezzo che gli autoctoni esprimono. Allo stesso modo, la ricerca quotidiana, appassionata dei prodotti più genuini della terra, contraddistingue il lavoro dei cuochi di CHIC, che per scelta e per filosofia, da sempre hanno un rapporto intenso ed unico con i produttori locali.

 

Quali ambasciatori del Gusto Italiano nel mondo, i ristoratori che fanno parte di Chic uniscono la tradizione con l’innovazione, dedicano nella preparazione dei piatti e delle ricette una particolare cura nella scelta del tipo di prodotto, nelle forme, nella delicatezza e naturalità dei sapori, nella fragranza degli odori, nei tempi di cottura, nell’accostamento con i vini. Una cucina, fatta di prodotti e di uomini, che rappresenta un momento di aggregazione, scambio reciproco, messaggio educativo per sviluppare la cultura della tavola; un biglietto da visita fondamentale per la promozione dell’incoming turistico dei nostri territori.

 

Vinibuoni d’Italia interpreta gli stessi principi, con una particolare attenzione verso vini da vitigni autoctoni, come messaggeri del territorio e della cultura italiana del vino. Vini, quelli selezionati, in grado di trasferire in bottiglia le caratteristiche dei loro luoghi di origine e della cultura locale. Vini che consolidano, nei loro abbinamenti, anche la memoria storica delle abitudini alimentari.

 

Se tradizione significa trasferire al nuovo quello che di buono ci ha tramandato il passato, ecco allora che l' innovazione che i produttori più seri hanno trasferito nella loro ricerca agroalimentare, si fa momento di cultura. Esattamente quello che sta facendo l’associazione Charming Italian Chef che si propone di riscrivere l’universo di sapori che nasce dall’incontro di territori e di prodotti unici di ogni parte d’Italia, facendo leva sulla ricerca, convinta e non estremizzata, entro i limiti di un’italianità riconoscibile ed unica. Percorsi importanti della nostra storia e della nostra cultura, aspetti della vita che meritano di essere conosciuti, apprezzati e diffusi. Da queste premesse nasce l’adesione convinta di Chic a questa collaborazione tra il mondo del vino e del cibo, resa possibile grazie alla sensibilità del Consorzio di Tutela Grana Padano, che ha promosso il progetto di Chic affidando a ventuno chef dell’Associazione il compito di interpretare il formaggio e il territorio con una ricetta che la guida di qurst’anno ha inserito all'inizio di ogni Regione.

 

Una partnership quella tra CHIC e Vinibuoni d’Italia che inizia oggi, e che continuerà nei prossimi mesi con un calendario di appuntamenti regionali dedicati alla presentazione della guida su scala territoriale, con i cuochi che daranno ospitalità ai vini nelle cucine lungo tutta la penisola.

 

I CUOCHI ‘CHIC’

Riccardo Agostini, ‘Il Piastrino’ a Pennabilli (PU);  Riccardo Aiachini e Andrea Ribaldone, ‘La Fermata’ a Spinetta Marengo (AL);  Andrea Angeletti, ‘Le Busche’ a Montecarotto (AN),  Fabio Baldassarre, ‘Unico’ a Milano;  Matia Barciulli, ‘Osteria di Passignano’ a Tavernelle Val di Pesa (SI);  Paolo Barrale, ‘Marennà’ a Sorbo Serpico (AV);  Enrico Bartolini, ‘Devero Ristorante’ a Cavenago Brianza (MI); Davide Botta, ‘Trattoria l’Artigliere’ a Brescia; Agostino Buillas, ‘Cafè Quinson’ a Morgex (AO);  Roy Caceres, ‘Pipero’ ad Albano Laziale (RM); Carmine Calò, ‘Caffè Meletti’ ad Ascoli Piceno;  Vincenzo Candiano, ‘Locanda Don Serafino’ a Ragusa Ibla;  Valerio Centofanti, ‘L’Angolo d’Abruzzo’ a Carsoli (AQ); Domenico Cilenti, ‘Porta di Basso’ a Peschici (FG);  Enzo Coccia, ‘Pizzeria La Notizia’ a Napoli;  Luca Collami, ‘Baldin’ a Genova; Flavio Costa, ‘Arco Antico’ a Savona;  Accursio Craparo, ‘La Gazza Ladra’ a Modica (RG);  Pietro D’Agostino, ‘La Capinera’ a Taormina (ME); Iside de Cesare, ‘La Parolina’ a Trevinano (VT); Paolo Donei, ‘Malga Panna’ a Moena (TN); Mauro Elli, ‘Il Cantuccio’ a Albavilla (CO);  Donato Episcopo, ‘Quattro Spezierie’ a Lecce;  Alberto Faccani, ‘Magnolia’ a Cesenatico (FC);  Corrado Fasolato, ‘Met’ a Venezia;  Anthony Genovese, ‘Il Pagliaccio’ a Roma;  Alessandro Gilmozzi, ‘El Molin’ a Cavalese (TN);  Umberto Gorizia, ‘Il Colombaio’ a Casole d’Elsa” (SI); Giovanni Grasso e Igor Macchia, ‘La Credenza’ a San Maurizio Canavese (TO); Pino Lavarra, ‘Rossellinis’ a Ravello (SA); Raffaele Liuzzi, ‘Locanda Liuzzi’ a Cattolica (RN);  Franco Luise, ‘Aromi Restaurant’ a Venezia; Armin Mairhofer, ‘Anna Stuben’ a Ortisei (BZ);  Giuseppe Mancino, ‘Piccolo Principe’ a Viareggio (LU); Rosanna Marziale, ‘Le Colonne’ a Caserta; Stefano Masanti, ‘Il Cantinone’ a Madesimo (SO); Adalberto Athos Migliari, ‘Trattoria La Chiocciola’ a Quartiere di Portomaggiore (FE); Nadia Moscardi, ‘Elodia’ a Camarda (AQ);  Martin Obermarzoner, ‘Jasmin’ a Chiusa (BZ);  Mattias Peri, ‘Chalet Mattias’ a Livigno (SO),  Luigi Perrone, ‘The Cube’ a Lecce; Agostino Petrosino;  Gunter Piccolruaz, ‘Vanilija à la carte’ a Sistiana (TS);  Stefano Pinciaroli, ‘PS ‘ a Cerreto Guidi (FI);  Giuseppe Ricchebuono, ‘Vescovado-La fornace di Barbablù’ a Noli (SV);  Francesco Rizzuti, ‘Dattilo’ a Strongoli Marina (KR); Michele Rotondo, ‘Masseria Petrino’ a Palagianello (TA); Marco Sacco, ‘Piccolo Lago’ a Verbania; Andrea Sarri, ‘Agrodolce’ a Imperia;  Lino Scarallo, ‘Palazzo Petrucci’ a Napoli; Massimo Sola, ‘Villa del Quar’ a San Pietro In Cariano (VR);; Arturo Spicocchi, ‘La Stüa de Michil’ a Corvara (BZ); Antonio Strammiello, ‘Cafè les Paillotes’ a Pescara; Luigi Taglienti, ‘Delle Antiche Contrade’ a Cuneo;  Paolo Trippini, ‘Ristorante Trippini’ a Civitella del Lago (TR);  Matteo Vigotti, ‘Novecento’ a Meina (NO);  Piero Zanini, ‘La Taverna’ a Colloredo di Monte Albano (UD).

 

 

 

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