
LESSINI DURELLO UN CALICE DI FRIZZANTE ORIGINALITA' La Doc Lessini Durello che identifica gli spumanti prodotti nella Lessinia, piccolo territorio posto a crogiolo tra le province di Verona, Vicenza e Trento, è relativamente recente, infatti risale al 1987. Eppure l’uva da cui si ottiene, la Durella, è la diretta erede della "Durasena", citata fin dal 1292. Si tratta dunque di una delle più antiche citazioni di vitigno e le ricerche ampelografiche sono concordi nel ritenere che la Durella fosse originariamente coltivata nell’alta Valle del Chiampo insieme alla Saccola, un vitigno arcaico oggi relegato nelle parti alte di Altissimo e di Durlo. La Durella in seguito prevalse e si diffuse su tutte le colline della zona, dove i vigneti raggiungono spesso i 600 metri sul livello del mare.
La Durella, il cui nome va ricercato nella durezza della buccia e non nelle caratteristiche del vino ottenuto, è un’uva bianca dal colore paglierino tendente al verdognolo. I terreni, di origine vulcanica, con basalti e strati tufacei ricchi di sali minerali, apportano una naturale austerità all’uva che poi si trasferisce nel vino offrendogli caratteristiche di freschezza, di sapidità e di mineralità.
Grazie a queste note distintive, un piccolo drappello di aziende, in tutto dieci, sono riuscite a ritagliarsi uno spazio ben definito e un’identità precisa nel panorama della spumantistica nazionale. Infatti la denominazione incentrata su questo vitigno autoctono si è sviluppata soprattutto attorno allo spumante e la notevole vocazione dell’uva e del territorio è testimoniata da esempi di prodotti ottenuti sia con la rifermentazione in bottiglia (Metodo Classico), che con la fermentazione in autoclave (Metodo Charmat-Martinotti) con maturazione sui lieviti piuttosto lunga per sfruttare il carattere complesso e articolato dell’uva.
Il risultato è un vino che sorprende per la sua complessità, per i tratti precisi della sua personalità e per l’autentica adesione al territorio in cui si produce.
Gi ettari vitati sono 600, per un totale di poco più di 600 mila bottiglie, che il Consorzio sta promuovendo con originalità, affrontando con sicurezza le sfide che lo portano, come il biblico Davide, a confrontarsi con i giganti dell’arte spumantistica italiana ed internazionale.
Seguendo le riflessioni del vulcanico Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio di Tutela, “ … il suo successo è determinato anche dal fatto che il Lessini Durello si sta affermando sempre di più tra i giovani consumatori, attratti dalle sue note fresche e fruttate che, con un moderato contenuto alcolico, assicurano comunque il gusto della convivialità senza gli eccessi che tolgono il piacere dello stare assieme.
l Lessini Durello sembra rispondere alle richieste di un consumatore esigente e consapevole che, oltre al piacere del gusto, sceglie questo vino per la sua originalità e per la sua storia fatta di passione, di dedizione e di amore per la propria terra d’origine”.
La regola che un vino va conosciuto a partire dal suo territorio sembra fatta apposta per questo spumante.
La Lessinia è una meravigliosa terra di colline e di media montagna che, per la bellezza dei panorami e la pace che vi regna, merita di essere più conosciuta e frequentata.
L’area è tutelata dal Parco Naturale Regionale della Lessinia che abbraccia l’altopiano dei Monti Lessini alle spalle di Verona fino al confine con la provincia di Trento. Vasta oltre diecimila ettari, è una zona di elevato carsismo, alternato a boschi, prati e pascoli. Il territorio, che presenta numerose testimonianze di architettura spontanea collegate all’antica presenza dei Cimbri, è segnato da cinque profonde valli che si aprono a ventaglio ed è su questi declivi che viene coltivata la vite.
Nell’abbinamento con i cibi va tenuta presente la vitalità acidula del Durello che svela le sue potenzialità sia con piatti semplici come il tradizionale pan mojo e la trippa alla veneta, sia con piatti tipici come il baccalà alla vicentina e la trota alla moda di Caldogno. La vivace freschezza del vino sposa anche frittate e uova, fritture in pastella come i fiori di sucara (zucchine), minestre di verdure, i bianchi asparagi del Bassanese, il riso con i bruscandoli, le frittole con la maresina (crisantemo selvatico delle Prealpi venete).
Il Lessini Durello non disdegna i corgnoi, ovvero le lumache, esalta l’anguilla e se la tira con crostacei, astici, aragoste e scampi.
All’ora dell’aperitivo lo sposiamo anche con gli affettati, stringendo connubi di elezione con la soppressa veneta, con i formaggi a grana dura, tra tutti il Monte Veronese, anche stagionato.
Consorzio Tutela Vino Lessini Durello
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