
SAPORI E SAPERI DELL’ISTRIA È la seconda edizione in cui la guida dedica spazio ai vini dell’Istria croata. Dopo la prima entusiasmante esperienza a Parenzo, proseguita con le varie degustazioni organizzate - come quella affollata sulla terrazza del Museo Revoltella di Trieste -, gli interventi al Wine Festival di Merano, la partecipazione alle commissioni di Vinistra e di Verteneglio… ci sentiamo tutti un po’ istriani.Dopo oltre un anno di frequentazioni e di assaggi istriani capisco il fascino di questa terra.Il merito non è solamente della Malvasia, ma di tutti i vini, autoctoni e non, che si producono in questa regione dell’Adriatico, dei prodotti tipici che abbiamo accostato, del pesce e dei molluschi, dei pregiati tartufi e dei genuini asparagi, come di tanti altri sapori che inebriano il viaggiatore. Il celebre geografo Busching nel 1775 scriveva che «l’Istria è una bella Penisola (…) abbonda di vino, di olio, di sale, di pesce e di selvaggiume. Le uve di questa Provincia essendo preziose e delicate si trasportano in gran copia alla città dominante (Venezia), e si fanno parimente delle medesime vini generosi, delicati e squisiti; e quello specialmente che chiamasi Moscato di quella Provincia è molto ricercato, ed eccellente». Decenni dopo, in una raccolta di opuscoli e notizie del 1837, si legge che «universalmente vien il vino d’Istria lodato. Tutti li vini d’Istria variano tra loro di qualità, come variano il sito, ed i terreni. Alcuni sono soavi, facili da passare, dolci; altri grossi, e duri da digerire (…). Se ne trovano anco di petrosi, e verso li monti delle Alpi, acidi per il freddo». Comincia così un capitolo dedicato a questa ricca regione che inizia a decantare i vini istriani degli antichi Romani, poi quelli buonissimi di Momiano, «il refosco nero, dolce, e recente, in diverse parti», molto stimati quelli di Umago, Parenzo «abbonda di vini grossi. Rovigno vini grossi ma petrosi (…) Buie porta il vanto dei vini bianchi», così sono elogiati quelli di Grisignana, Piemonte, Montona, Portole, Pinguente nonché di San Vincenti: «vini rari per l’estate. Li vini dell’Istria vengono li più rari portati fuora (…) ogni anno l’Imperatore manda a levarne per la sua tavola certa quantità». Sono trascorsi quasi due secoli da tali roboanti e veritiere descrizioni, ma desideriamo che siano i vini attuali a sedurre i lettori della guida, la prima in Italia ad aver fatto entrare anche la regione croata dell’Istria. Non dimentichiamo che dal punto di vista geografico l’Istria è per una parte anche in territorio sloveno e pure in quello italiano, come il Comune di Muggia e altre zone orientali della provincia di Trieste. Storicamente, poi, è stata per secoli dominio della Repubblica di Venezia e, fra la prima e la seconda guerra, è stata una regione del Regno d’Italia. Per questi motivi c’è tuttora una forte componente minoritaria italiana, soprattutto lungo la costa, tutelata dallo Stato croato con apposite leggi. Perciò il 15 luglio scorso il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è recato a Pola per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia e ha brindato con i vini dell’Istria croata selezionati dalla nostra guida. Anche la maggior parte dei vitigni autoctoni sono gli stessi che si possono trovare in Friuli Venezia Giulia: la Malvasia istriana, il Refosco e il Terrano. Un lungimirante accordo fra la Regione Istriana e il Touring Club Italiano fa entrare per la seconda volta in “Vinibuoni d’Italia”20 aziende dell’Istria croata, scelte accuratamente dopo alcune degustazioni iniziate a “Vinistra, la più importante manifestazione vinicola che si tiene ogni anno a Parenzo (Porec), e proseguite a Verteneglio (Brtonigla) in previsione del Festival della Malvasia istriana. Oggi, dopo il cosiddetto “rinascimento istriano vinicolo” avvenuto a metà degli anni ’90, la qualità di questi vini è in continua ascesa, tanto che l’Agenzia Istriana per lo Sviluppo (IDA) ha creato un marchio di qualità – Istrian Quality (IQ) –, registrato nel 2005, con l’obiettivo di incentivare la produzione locale, incrementandone il livello qualitativo. Nel 2006 il marchio IQ è andato alla Malvasia, il vino istriano per antonomasia, e l’obiettivo è di assegnarlo all’olio, ad altre eccellenze agroalimentari e agli alloggi turistici. L’Istria è la più grande penisola dell’Adriatico, tutta da scoprire: non solo turismo estivo e di mare, ma anche turismo enogastronomico da praticare tutto l’anno. Buon viaggio, quindi, alla scoperta dei saperi e dei sapori dell’Istria!
Stefano Cosma