Vinibuoni d'Italia
VINIBUONI D’ITALIA CON ONAV PER INFORMARE E FORMARE
Il meglio dello Spumante Metodo Classico italiano nell’edizione 2013

Se le guide, in vario modo, hanno saputo assolvere al loro ruolo di informazione, non hanno tuttavia soddisfatto la forte richiesta di formazione. L’accordo siglato tra Vinibuoni d’Italia ed Onav rappresenta un primo forte elemento di sinergia, unico in Italia. Informazione e formazione per il secondo anno consecutivo, con l’edizione di Vinibuoni d’Italia 2013, saranno parte di un progetto concordato che troverà sviluppo concreto proprio nei corsi di formazione dell’Onav.

Oggi chi versa il vino nel bicchiere, versa anche la storia e la cultura della terra in cui nasce e chi lo beve è sempre più attento, insieme all’analisi sensoriale ed organolettica, alla

scoperta del territorio e dei produttori di eccellenza. In base agli accordi intercorsi, a cura di Onav è stata inoltre realizzata la sezione della Guida interamente dedicata alla migliore produzione di spumante Metodo Classico che rappresenta un settore importante dell’enologia italiana in forte sviluppo. L’Italia ha una ricchezza di tipologie e territori che nessun altro Paese possiede. Un patrimonio di differenze da salvaguardare che si esprime anche nella varietà di uve che vengono utilizzate nella composizione degli spumanti. E se le grandi aree del Franciacorta Docg, del Trento Doc, dell’Oltrepò pavese Docg e dell’Alta Langa Docg trovano nel Pinot Nero e nel Chardonnay i vitigni principi delle loro produzioni, sono moltissime le aziende che oggi si cimentano partendo dai vitigni autoctoni con risultati decisamente soddisfacenti. Fare spumanti è un’arte che non si improvvisa e moltissimi produttori italiani selezionati lo dimostrano: bollicine nazionali in ascesa e una gran sete di prodotti di qualità originali, da scoprire al sicuro dall’imperante appiattimento del gusto. Se la matematica non è un’opinione, le due indicazioni – spumante e unicità – insieme portano alla conclusione che lo spumante Metodo Classico da vitigno autoctono ha un futuro. Anche in questo caso la ricchezza della proposta italiana sta nella diversità. Per carità! Tanto di cappello a Pinot Nero, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Meunier. La loro qualità è fuori di dubbio e dall’assaggio è venuto fuori che la maestria dei produttori non è in discussione. Tuttavia emerge anche che i vitigni autoctoni danno caratteristiche particolari al vino, poichè si passa dalla fresca finezza dell’Asprinio, alla mineralità di protagonisti come il Blanc de Morgex e di alcuni vitigni dell’Etna; dalla forza del Nebbiolo alla soffice armonia ed eleganza del Cortese, all’Arneis, al Garganega, alla stoffa setosa del Lugana e del Verdicchio... tutti protagonisti che hanno le carte in regola per confermare anche la versatilità di molti vitigni autoctoni sul versante della spumantizzazione.

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